Un regista non sa che film fare, allora decide di fare un film su un regista che non sa che film fare: ecco in breve il genio di Federico Fellini e quell’intuizione che ha segnato la storia del (meta)cinema
- Regia di: Federico Fellini
- Anno: 1963
- Durata: 139 minuti
- Cast principale: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Rossella Falk
Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) è un regista di successo che, superata la soglia dei quarant’anni, si trova alla prese con una crisi creativa ed esistenziale che tiene in stallo il suo prossimo progetto, rendendo ansioso il produttore. Durante un periodo di riposo in una stazione termale, inizia a pensare alla trama del prossimo film come a un racconto che unisca personaggi del suo passato e del suo presente, reali e immaginari. Mentre cerca di lavorare al suo progetto, Guido viene continuamente interrotto da vari personaggi legati alla produzione, e da sogni e allucinazioni che lo riportano alla sua infanzia. Attorno a lui gravita anche un complesso universo femminile, che contribuisce alla sua crisi, composto da Luisa (Anouk Aimée), la moglie ormai stanca del rapporto inesistente col marito, Carla (Sandra Milo), l’amante innamorata e premurosa e Claudia (Cardinale), la musa simbolo di purezza e spontaneità.

“8½” è unanimemente riconosciuto come un capolavoro della storia del cinema e come il film più importante di Fellini insieme a “La dolce vita”. La sua particolarità è quella di essere del tutto metacinematografico, poiché la storia che racconta è esattamente quella che ha portato alla sua nascita. Nel 1962 Fellini stava pensando a una nuova storia per un film, senza avere un’idea precisa ma piuttosto un accumulo di idee vaghe che si mescolavano tra loro. L’idea era talmente incerta che il regista non sapeva nemmeno come chiamare il futuro film, provvisoriamente intitolato “8½“, perché sarebbe arrivato dopo sei film interamente suoi più tre “mezzi” film co-diretti con altri registi.
Fellini, in crisi perché doveva presentare al suo produttore un progetto chiaro di film, ha il lampo di genio: la storia sarà quella di un regista in crisi, che deve fare un film ma non sa su cosa. Così il protagonista, Guido Anselmi, interpretato da Marcello Mastroianni, diventa alter ego di Fellini stesso, che con un film sul suo film ha vinto il terzo Oscar della sua carriera.

Il film si apre con un sogno di Guido che vola libero nel cielo, finché non viene tirato giù da una corda legata al piede: fin dall’inizio Fellini descrive la fragile interiorità di Guido, attanagliato da una crisi generale che opprime l’uomo e l’artista. Guido si sente intrappolato dal lavoro e dalle relazioni, e non vorrebbe far altro che rintanarsi nei ricordi lasciandosi tutte le responsabilità alle spalle. “8½” è una discesa nella mente di Guido, popolata di personaggi indimenticabili e immagini grottesche, che oscilla continuamente tra il calore rassicurante dei ricordi e la malinconia del presente. Il tempo viene destrutturato: passato, presente e futuro coesistono e collassano in un unico tempo, quello della memoria.
Nel film Fellini unisce tante tematiche a lui care: la critica alla morale cattolica, il complesso rapporto uomo-donna, l’ossessione dell’artista per la sua arte, la ricerca dell’ispirazione nei sogni e infine il ruolo della critica, con cui il regista non ha mai avuto vita facile. Con grande ironia ha inserito nella storia la figura di un critico cinematografico che muove a Guido tutte le accuse che Fellini stesso avrebbe poi ricevuto per il suo film, composto da episodi uniti senza un senso logico, che fanno pensare allo spettatore “cosa vogliono veramente gli autori?“
Dopo aver ripercorso ossessioni, ricordi e desideri di Guido si arriva a un finale favoloso dove il protagonista, sulle note di un’iconica musica circense firmata da Nino Rota, riunisce in un grande girotondo tutte le persone e i personaggi che hanno popolato la sua vita e i suoi sogni, riconoscendo la fondamentale importanza di ognuno di loro. In conclusione, “è una festa la vita, viviamola insieme“.
Alberti Aurora


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