Ha portato gli orrori dei campi di concentramento sulle pagine di Vogue: donna straordinaria Lee Miller, modella e fotografa di moda reinventatasi fotoreporter durante la guerra, per raccontarla da un punto di vista inedito, quello femminile.
- Regia di: Ellen Kuras
- Anno: 2023
- Durata: 116 minuti
- Cast principale: Kate Winslet, Andy Samberg, Marion Cotillard, Alexander Skarsgård, Josh O’Connor
A fine anni ’30 Lee Miller (Kate Winslet), ex modella e musa del surrealista Man Ray, segue in Inghilterra il mercante d’arte Roland Penrose (Alexander Skarsgård), di cui è innamorata. Già nota come fotografa di moda, allo scoppio della guerra Lee comincia a collaborare con British Vogue e, determinata a fare la sua parte, va in prima linea per diventare corrispondente di guerra. Insieme al collega David Scherman (Andy Samberg), fotografo di LIFE, Lee gira l’Europa per raccontare le devastanti conseguenze della guerra, diventando la prima fotografa a testimoniare gli orrori dei campi di concentramento.

Ellen Kuras, già direttrice della fotografia, esordisce alla regia con un riuscito biopic su una collega fotografa, Lee Miller, incarnata da Kate Winslet. L’attrice, anche produttrice del film, ha raccontato che portare a termine questo film è stata una vera impresa, durata più di otto anni. Winslet però non si è mai arresa perché quando ha scoperto la storia di Lee Miller si è innamorata della determinazione di questa donna straordinaria, il cui lavoro è venuto alla luce solo dopo la sua morte. Per preparare il film la protagonista e la regista hanno avuto svariati incontri con Antony Penrose, figlio della Miller, che da quando ha scoperto in soffitta le foto della madre si è prodigato per mantenerne vivo il ricordo costruendo un archivio di immagini di rilevanza internazionale.
Il film, basato sulla biografia del 1985 “Le molte vite di Lee Miller“, scritta dal figlio Antony, si concentra soprattutto sul periodo dal 1938 al 1945, che ha visto Miller impegnata in prima linea per raccontare la guerra. In quanto donna, il suo lavoro era ancora più difficile perché la legge inglese vietava alle donne di essere mandate in guerra. Miller però non si è mai fatta scoraggiare da questi ostacoli e ha lottato per essere in prima linea e raccontare da una prospettiva nuova, femminile, il dramma della guerra. Grazie al sostegno della direttrice di Vogue Audrey Withers (Andrea Riseborough), Miller ha raccontato il ruolo delle donne nell’esercito e la guerra vista dalla parte delle vittime, rendendo anche il pubblico femminile, spesso tenuto all’oscuro, più consapevole di ciò che stava accadendo.

Kate Winslet è perfette nei panni di Lee Miller, una donna grintosa, determinata, coraggiosa e pronta a tutto per fare la sua parte. Purtroppo gli orrori che ha visto durante i suoi reportage l’hanno segnata a vita: soffriva di PTSD ed era diventata dipendente dall’alcool. Come dice nel film “ci sono diversi tipi di ferite, non solo quelle che si vedono“. D’altronde ha fatto quel che ha fatto non per avere il riconoscimento del pubblico, ma per rendere le persone consapevoli di una verità altrimenti difficile da credere, senza permettere che il passato fosse dimenticato. *
Accanto alla Winslet troviamo un ottimo Andy Samberg che, lontano dai suoi più noti ruoli comici, si cala nei panni di David Scherman, fotografo ebreo e collega di Lee, scioccato dalla tragedia abbattutasi sul suo popolo. Miller e Scherman hanno testimoniato scene orrende, che il film ha in parte ricreato per far capire lo sconcerto provato da entrambi. Le foto mostrate nel film sono state scattate sul set dalla stessa Winslet, dopo un attento lavoro di ricostruzione. Il focus è soprattutto sulla creazione della celeberrima immagine di lei nella vasca da bagno del Führer: da una parte una foto di Hitler, dall’altra una scultura di Afrodite, al centro Lee Miller, che si fa il bagno dopo aver tolto gli scarponi sporchi del fango di Dachau. Un’immagine di una potenza incredibile, metafora della vittoria degli Alleati ma anche di un passato difficile da lavare via.**
Alberti Aurora
* Fonte: “Quello che le foto non dicono”, Ciak Magazine, 01/2025, pagg. 48-49
** The Photographers in Hitler’s Bathtub, Substack, 18/09/2023
PER APPROFONDIRE
Le tante vite di Lee Miller: modella, musa dei Surrealisti, fotoreporter per Vogue degli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Il film si concentra quasi esclusivamente sugli anni del conflitto e quindi sul ruolo di Lee come fotoreporter. Per scoprire qualcosa in più anche sul resto della sua incredibile vita consiglio il romanzo “La vasca del Führer” di Serena Dandini, in cui l’autrice ripercorre i passi di Lee creando correlazioni tra le loro vite di donne indipendenti in epoche molto diverse. Per avere un assaggio dell’atmosfera surrealista in cui si muoveva Lee Miller negli anni ’20 c’è il film “Le sang d’un poète” del 1932, firmato Jean Cocteau (su Netflix). Nel film Lee compare nelle insolite vesti di…una statua.


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