Heaven, I’m in heaven /
And my heart beats so that I can hardly speak /
And I seem to find the happiness I seek /
When we’re out together dancing cheek to cheek…
- Regia di: Mark Sandrich
- Anno: 1935
- Durata: 114 minuti
- Cast principale: Fred Astaire, Ginger Rogers, Edward Everett Horton, Helen Broderick, Eric Blore
Jerry Travers (Fred Astaire) è un famoso ballerino di tip-tap che si innamora della bellissima Dale Tremont (Ginger Rogers). I due si incontrano a Londra nell’hotel dove alloggiano. Lui è insieme all’amico e impresario del suo spettacolo, Horace Hardwick, lei insieme allo stilista Alberto Beddini, che vuole portarla a Venezia per farle indossare le sue creazioni. Per una serie di equivoci, Dale è convinta che Jerry sia in realtà Horace, il nuovo marito della sua amica Madge, perciò lo respinge sdegnata ogni volta che lui prova a flirtare con lei. Alla fine tutti si troveranno a Venezia e Dale e Jerry arriveranno, a passo di tip-tap, al preannunciato lieto fine.

Erano gli anni ’30, il mondo era stato investito dalla Grande Depressione, una guerra era finita ma qualcuno già avvertiva il sentore della prossima. Anni difficili, a cui Hollywood ha risposto con l’unica medicina che aveva da offrire: un cinema d’evasione. Messe in scena sognanti, storie romantiche e divertenti, canzoni emozionanti: il musical è l’incarnazione della leggerezza necessaria per affrontare i tempi bui. Nel 1933 il film “Carioca” aveva battezzato la coppia Fred Astaire-Ginger Rogers, che avrebbe collaborato in altri otto film raggiungendo così l’immortalità. “Cappello a cilindro” è stato il quarto della serie e anche il migliore, perché la coppia era già rodata ma la proposta ancora originale.
Come in tutti i musical del duo, la trama è solo un pretesto per mettere in scena le doti di cantante e ballerino di Fred Astaire, protagonista di numeri singoli ma anche di coppia con la raffinata Ginger Rogers. “Cappello a cilindro” ci ha regalato alcune delle scene di danza più belle di sempre, sulle note di canzoni immortali composte da Irving Berlin come “Isn’t This a Lovely Day” e “Cheek to Cheek“, un distillato di romanticismo d’altri tempi. Come da tradizione, le canzoni commentano le fasi dell’innamoramento tra i protagonisti, raggiungendo il climax con una romantica danza “guancia a guancia”: una scena entrata di diritto nella storia del cinema.

Il film si fa ricordare anche per l’umorismo e le divertenti interazioni tra i personaggi, tra cui l’impacciato Horace Hardwick, il maggiordomo Bates, la cinica Madge e il macchiettistico Beddini. Dei protagonisti invece rimangono la rocambolesca storia d’amore e l’innata eleganza, sottolineata da abiti da gran galà e scenografie assolutamente kitsch e irreali che vogliono offrire l’immagine di un mondo altro, lussuoso e un po’ frivolo, senza preoccupazioni.
Il musical prodotto da RKO con il maggior incasso del decennio, candidato all’Oscar per miglior film, canzone e scenografia, “Cappello a cilindro” è la quintessenza del musical anni ’30, perfetto mix di commedia, musica e danza per scacciare la tristezza. Sono passati novant’anni, ma quello scalpiccio di scarpe da tip-tap mette sempre una grande allegria.
Alberti Aurora
PER APPROFONDIRE
“Certo, Fred Astaire era grandioso, ma non dimentichiamoci che Ginger Rogers faceva esattamente le stesse cose…ballando all’indietro e sui tacchi alti.”
Questa citazione, apparsa per la prima volta in un fumetto del 1982, poi riformulata e attribuita alla stessa attrice, è all’origine della cosiddetta “Sindrome di Ginger Rogers”. Con questo termine ci si riferisce alla tendenza ad ammirare la performance di un uomo in un determinato ruolo e non riconoscere invece una donna nello stesso ruolo. Nella coppia Fred Astaire è sempre stato celebrato come il grande ballerino, Ginger Rogers invece era la compagna, nonostante fossero entrambi fenomenali. A quasi un secolo dall’uscita del film, constatiamo che la situazione continua ad essere più o meno la stessa: in tanti ambiti della vita, dobbiamo ancora faticare il doppio per avere la metà del riconoscimento di un uomo…


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