La solitudine durante le feste, le delusioni d’amore, l’alienazione sul lavoro: Billy Wilder unisce tanti temi a lui cari in un dramma romantico che ha fatto scuola
- Regia di: Billy Wilder
- Anno: 1960
- Durata: 125 minuti
- Cast principale: Jack Lemmon, Shirley MacLaine, Fred MacMurray
C.C. Baxter (Jack Lemmon) è un modesto impiegato di una grande compagnia assicurativa che, nella speranza di ricevere una promozione, presta il suo appartamento ad alcuni dirigenti per le loro scappatelle con le amanti. Baxter è innamorato di Fran Kubelik (Shirley MacLaine), una delle addette all’ascensore dell’azienda, ma non sa che lei ha già una storia con uno dei suoi superiori…
Reduce dall’immenso successo di “A qualcuno piace caldo”, il grande Billy Wilder richiama Jack Lemmon come protagonista per il suo nuovo film, “L’appartamento”. Pensato originariamente come opera teatrale, il film è una commedia atipica, con una premessa da rom-com che prende improvvisamente una piega drammatica, facendosi anche satira sull’uomo moderno e più in generale sulla società capitalista.

La critica all‘alienazione sul lavoro comincia già dalle prime scene del film: C.C. Baxter, ossessionato dalle statistiche, racconta tramite voice over i numeri della sua azienda mentre scorrono le immagini che lo mostrano seduto alla sua scrivania, al centro di un ufficio sterminato circondato da scrivanie e impiegati tutti uguali. Apparentemente un signor nessuno come tutti gli altri, C.C. Baxter ha un asso nella manica, o meglio una chiave, quella del suo appartamento, che fa il giro dei suoi superiori con le amanti. L’appartamento è l’unica speranza di Baxter per ottenere una promozione, a costo però di passare notti insonni all’aperto ad ammalarsi.
L’infelicità di Baxter sembra dissolversi davanti al sorriso caloroso di Fran, di cui è innamorato. Qui Wilder inserisce un topos della commedia romantica: l’amico innamorato della bella ragazza che però stravede per un altro che non la ama davvero, finché non si accorge di avere l’amore a portata di mano. Se la storia è delle più classiche, lo svolgimento è quello che sorprende, perché Fran arriva a compiere un gesto estremo a causa della sua relazione impossibile e della solitudine che la opprime.
Come Baxter è uno dei tanti impiegati dell’azienda, Fran scopre di essere solo una delle tante amanti del capo, illusa da promesse d’amore mai mantenute. Tutta la sua fragilità e delusione sono espresse in una tenera scena in cui Baxter le fa notare che il suo specchio è rotto e lei risponde affranta: “Mi piace così. Mi ci vedo come mi sento”. La paura di essere solo uno fra tanti senza mai essere speciale per nessuno è un sentimento universale, con cui tutti ci siamo confrontati almeno una volta nella vita e questo rende la storia sempre attuale.

Oltre a una sceneggiatura efficacissima e alla regia impeccabile di un grande maestro, il successo imperituro di questo film si deve ai suoi protagonisti. Jack Lemmon cattura magistralmente l’ironia e la malinconia di Baxter mentre Shirley MacLaine dà vita a una Fran sempre in bilico tra fragilità e determinazione, per una relazione tra i personaggi ricca di tenerezza e autenticità. C’è anche un terzo protagonista nel film, che ha un suo arco narrativo, l’appartamento: da luogo di dissolutezza e disordine si trasforma, seguendo l’evoluzione personale di Baxter, in un angolo intimo e famigliare.
Tutto ambientato nella settimana tra Natale e Capodanno, questo film in cui due solitudini trovano compagnia l’uno nell’altra, rientra di diritto tra i classici del Natale oltre che tra i migliori film della storia del cinema. Vincitore di cinque Oscar nel 1961 tra cui miglior film, regia, e sceneggiatura originale, “L’appartamento” resta tutt’oggi un capolavoro imperdibile per la sua costruzione di un ritratto agrodolce e sempre attuale della complessità delle relazioni umane.
Alberti Aurora


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