L’incontro tra una classe quinta liceo e tre ragazzi autistici in una pizzeria, per superare le etichette di “normale” e “diverso” e scoprirsi tutti unici e “ugualmente diversi”.
- Regia di: Federika Ponnetti
- Anno: 2024
- Durata: 84 minuti
- Cast principale: Nico Acampora, Lorenzo X., Andrea X. Gabriele X.
Lorenzo, Andrea e Gabriele sono tre ragazzi autistici che lavorano come camerieri da PizzAut a Milano, una pizzeria tutta gestita da ragazzi autistici. Le vite dei tre protagonisti si intrecciano per un giorno con quelle dei ragazzi di quinta del liceo Sacro Cuore di Modena, che vanno in visita a PizzAut. Grazie a un progetto scolastico su diversità, equità e inclusione, i ragazzi scopriranno il mestiere del cameriere e la vita con l’autismo in un ribaltamento del luogo comune in cui, per citare la regista, “è il diverso che insegna al normale“.

Presentato a Visioni dal Mondo 2024 e selezionato al Via Emilia Doc Fest, “Ugualmente diversi” è nato da un’idea della regista Federika Ponnetti, dopo aver scoperto di essere a sua volta ADHD, cioè avere disturbo dell’attenzione e iperattività. La volontà della regista era quella di raccontare la normale quotidianità della vita di questi ragazzi che la società definisce diversi. Gabriele, che studia all’università, è bloccato su un esame che proprio non riesce a superare; Andrea, dopo anni di studio di violino, è in ansia per la sua prima esibizione e Lorenzo, entrato già da un po’ nel mondo del lavoro, aspira ad ottenere l’agognato contratto a tempo indeterminato. Insomma, problemi e sfide che chiunque di noi ha affrontato una volta nella vita.
Quando nel 2019 la regista ha scoperto la realtà di PizzAut, che garantisce dignità sociale ai ragazzi autistici attraverso il lavoro, ha voluto farla conoscere agli studenti. Dopo aver seguito per cinque anni la quotidianità dei tre protagonisti, la regista ha coinvolto i ragazzi delle superiori chiedendo loro di descriversi per punti di forza e debolezze, facendo così emergere le loro diversità. L’obiettivo era abbattere l’idea per cui la persona autistica sia in difficoltà e abbia bisogno dell’aiuto di quella neurotipica, perché spesso può accadere il contrario. Scopo finale del film sarebbe però andare ancora più a fondo, scardinando i concetti di normale e diverso: la diversità esiste solo se c’è uno standard di partenza, ma anche le persone neurotipiche sono tutte diverse. Ha senso allora parlare di standard?

L’autismo è uno spettro di disturbi molto ampio, e quello dei tre protagonisti è ad alto funzionamento, cioè permette loro di essere particolarmente dotati in certi campi. Lorenzo ad esempio ricorda perfettamente tutte le date di compleanni e grandi eventi. Nonostante queste doti, tutti e tre hanno vissuto pesanti esperienze di bullismo a scuola, che li hanno portati a chiudersi in casa riducendo al minimo i contatti sociali. Per questo è importante anche la sensibilizzazione nelle scuole e l’incontro con realtà che non si conoscono ma da cui è possibile imparare tanto. Uno dei momenti più emozionanti del film è proprio quello in cui Andrea insegna a una ragazza a suonare qualche nota col violino, dopo aver sentito che avrebbe sempre voluto imparare.
Grazie a realtà come PizzAut, questi ragazzi hanno la possibilità di uscire di casa, socializzare e imparare un mestiere che li renda anche economicamente indipendenti. Questi ragazzi non vedono l’autismo come una malattia o una condizione debilitante: è semplicemente un altro modo di vivere la vita, il loro modo. Grazie a questa concezione e a un’immancabile ironia, i protagonisti riescono a ribaltare la prospettiva trasformando ciò che si definirebbe diversità in unicità. Il messaggio in fondo è proprio questo: non siamo una società di tanti normali che include qualche diverso, ma tanti unici tutti “ugualmente diversi”.
Alberti Aurora


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