Una storia di libertà ambientata nella cella di una prigione. Un elogio all’immaginazione e alla magia del cinema, capace di farci dimenticare la realtà per immergerci, per un po’, nei sogni.
- Regia di: Héctor Babenco
- Anno: 1985
- Durata: 124 minuti
- Cast principale: William Hurt, Raúl Juliá, Sonia Braga
Valentin Arregui (Raúl Juliá) e Luis Molina (William Hurt) sono un oppositore politico e un omosessuale che condividono la cella in un brutale carcere argentino negli anni della dittatura. Per evadere dalla bruttezza della quotidianità, Molina comincia a raccontare a Valentin uno dei suoi film preferiti, visto tanti anni prima. Tra i due i rapporti sono tesissimi: Valentin accusa Molina di fantasticare troppo, di non interessarsi di nulla che non sia se stesso, mentre lui al contrario mette la causa della rivoluzione prima di ogni cosa, anche dell’amore. Dopo duri scontri e grandi prove di gentilezza tra i due nascerà finalmente un rapporto di fiducia che cambierà per sempre la vita di entrambi.

Adattamento del romanzo omonimo del 1976 dell’autore argentino Manuel Puig, il film di Hector Babenco è stato un successo incredibile, a fronte di costi di produzione bassissimi e svariate traversie produttive.
Il merito si deve soprattutto alle intense interpretazioni dei due protagonisti: Raul Julia nella parte dell’integerrimo rivoluzionario Valentin Arregui e William Hurt in quella dell’estroso e romantico omosessuale Luis Molina. I loro personaggi sembrano rappresentare due poli opposti e inconciliabili, l’impegno politico e le fughe con l’immaginazione: eppure proprio la vicinanza forzata porterà i due a conoscersi e interrogarsi su cosa significhi essere uomini.
La storia si divide in due atti: la prima ambientata in carcere e la seconda al di fuori. La regia, abbastanza classica, si mette al servizio di una sceneggiatura forte, che interseca due piani narrativi: da una parte la storia di Valentin e Molina, dall’altra il racconto del suo film preferito, un melodramma anni ’40 sulla tragica storia d’amore tra Leni, una partigiana francese, e Werner, un gerarca nazista. Dapprima riluttante, è proprio ascoltando il racconto di Molina che Valentin ritrova la memoria del suo amore sventurato per Marta, che ha lasciato per dedicarsi appieno allacausa rivoluzionaria. Si immaginerà con le sue fattezze la mitologica Donna Ragno, protagonista di un altro racconto di Molina dal tono più allegorico, sul fatto di essere entrambi intrappolati, in modi diversi, nella ragnatela del potere. Nel triplice ruolo di Donna Ragno, Marta e Leni troviamo Sonia Braga, attrice brasiliana divenuta nota a livello mondiale proprio grazie a questo film.

Paradossalmente, il film di Babenco è un racconto di libertà ambientato in cella. È un elogio al potere dell’immaginazione di farci dimenticare la bruttezza della quotidianità per sperare in un mondo migliore. E quale forma d’arte se non il cinema, da sempre fabbrica dei sogni, per evadere dalla realtà?
Non è un sogno invece la lista di successi di quest’opera, che vanta diversi primati. È stato il primo film di produzione totalmente indipendente ad essere candidato all’Oscar come miglior film, oltre che per regia e sceneggiatura, mentre William Hurt è stato il primo attore a vincere l’Oscar per aver interpretato un personaggio dichiaratamente gay. La sua interpretazione è eccellente: sarebbe stato facile scadere nella macchietta con un personaggio così teatrale e passionale, invece Hurt lo ha interpretato con grande dignità e profondità rendendolo iconico.
Visto il grande successo del film, nel 1993 ne è stato tratto un musical per Broadway mentre prossimamente uscirà l’adattamento cinematografico del musical, nelle sale nei prossimi mesi. Protagonisti Jennifer Lopez, Diego Luna e Tonatiuh. Un romanzo che ha dato vita a un film, a un musical e all’adattamento del musical non può che essere una grande storia, che dopo cinquant’anni merita ancora di essere riscoperta sul grande schermo (e sulla carta stampata, da cui tutto ha avuto inizio).
Alberti Aurora


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