Orfeo

Il cinema italiano sa ancora essere originale, affascinante e sorprendente: ha solo bisogno della fiducia per poterlo dimostrare e di un pubblico che abbia di nuovo voglia di sognare.

  • Regia di: Virgilio Villoresi
  • Anno: 2025
  • Durata: 74 minuti
  • Cast principale: Luca Vergoni, Giulia Maenza

Orfeo (Luca Vergoni) è un giovane pianista che ogni sera suona in un locale, il Polypus: qui incontra Eura Storm (Giulia Maenza) e se ne innamora. I due si mettono insieme ma poco tempo dopo lei scompare, lasciando Orfeo nella disperazione. La rivede una sera di sfuggita, mentre attraversa la soglia di un edificio vicino a casa sua. Nel tentativo di inseguirla, Orfeo scopre che la porta conduce all’Aldilà, un mondo surreale e misterioso, popolato di creature immaginifiche come la Giacca, che ne è custode. Orfeo attraversa le sue paure e ossessioni, determinato a ritrovare Eura per riportarla nel mondo dei vivi.

“Un film-sogno“: così è stata definita questa opera prima del regista Virgilio Villoresi, presentata fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Adattamento di “Poema a fumetti“, opera sperimentale scritta nel 1969 dal grande Dino Buzzati e considerata una delle prime graphic novel mai pubblicate, il film rilegge in chiave moderna, onirica e surreale il mito di Orfeo ed Euridice. Se la storia è classica, la sua messa in scena è quanto mai inedita, e si discosta per certi aspetti dal fumetto. Villoresi dà vita a un’operazione assolutamente originale nel panorama cinematografico italiano, realizzando un film fantasy in pellicola 16 mm con tecnica mista, che combina riprese in live action e stop motion, creando un immaginario indimenticabile.

Attraverso un mix di tecniche “d’epoca”, citazioni letterarie e figurative, Villoresi rilegge il mito e lo ambienta in una Milano anni Sessanta, tra art nouveau e metafisica, dove ogni fotogramma diventa come un dipinto.
Quando poi Orfeo attraversa la porta dell’Aldilà, la narrazione, fatta dalla voce fuori campo dello stesso protagonista, diventa una successione di visioni oniriche e incontri surreali: i soldati teschi, le ballerine, la Giacca e le Medusine trascinano Orfeo in un labirinto a metà strada tra il meraviglioso e l’inquietante. Lynch, Fellini e Burton sono le ispirazioni più evidenti per le ambientazioni e l’atmosfera straniante e sospesa tra vita e morte, realtà e immaginazione.

Durante una produzione durata più di due anni, Villoresi ha realizzato un lavoro assolutamente incredibile e antitetico rispetto alla direzione odierna del cinema, che vira verso un uso sempre più massiccio del digitale e inizia ad accogliere l’intelligenza artificiale. Il regista riporta nel suo primo film tutte le esperienze precedenti nel mondo della moda, della videoarte e dei video musicali, ibridando i linguaggi per creare qualcosa di nuovo. In quest’opera dove ogni cosa che si vede sullo schermo esisteva davvero davanti alla macchina da presa, si percepiscono una matericità e un’artigianalità oggi davvero rare. La scelta di costruire tutte le scenografie e le creature, inserendo anche effetti speciali pratici (Eura come fantasma) rende questo film qualcosa di completamente diverso da tutto ciò cui ci ha abituato il cinema italiano negli ultimi anni.

Ottimo lavoro anche da parte degli attori, Giulia Maenza e Luca Vergoni, che hanno poche scene insieme ma molto belle, e hanno dovuto lavorare tanto di immaginazione, per interagire con gli oggetti animati in stop motion. Questa love story all’insegna della fantasia e della sperimentazione resta impressa grazie a un’estetica fuori dal comune, vero tour de force per Villoresi, che mette in mostra un grande talento.

Per chi si ostina a dire che il cinema italiano non ha mai niente di nuovo da proporre, questo film è la dimostrazione lampante che si sbaglia: il nostro cinema sa essere innovativo, esplorare tecniche nuove e narrazioni originali, in grado di stupirci per davvero. Serve solo il coraggio da parte degli autori (e dei produttori e distributori) di mettere al primo posto la creatività, e da parte degli spettatori di voler tornare a farsi sorprendere.

Alberti Aurora

*Fonte: Luca Vergoni, chi è il protagonista di Orfeo, il film che rilegge Ovidio


PER APPROFONDIRE

La stop motion è pura magia artigianale: un’arte capace di narrare grandi storie, ma che esige una pazienza infinita e una cura maniacale per il dettaglio. Questo video apre le porte del laboratorio di Virgilio Villoresi, svelandoci il dietro le quinte del suo film e le straordinarie strumentazioni necessarie per dare vita all’animazione.

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