Marcello mio

Chiara Mastroianni veste i panni di papà Marcello per raccontare il suo lato più intimo e famigliare, in un toccante omaggio per il centenario della nascita di un divo suo malgrado

  • Regia di: Christophe Honoré
  • Anno: 2024
  • Durata: 120 minuti
  • Cast principale: Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Fabrice Luchini, Nicole Garcia, Benjamin Biolay, Melvil Poupaud

Chiara Mastroianni si trova in una fase incerta della sua vita, segnata da una crisi personale e professionale. L’unica certezza è che continua a sognare suo padre Marcello, tanto da vederlo anche mentre si guarda allo specchio, incapace di distinguere se stessa da lui. Chiara prende una decisione drastica: indossa parrucca, giacca, cravatta, occhiali e cappello e si fa chiamare Marcello, creando preoccupazione tra amici e parenti.

La decisione di Chiara di trasformarsi in Marcello arriva dopo l’ennesimo paragone con i genitori durante un provino: il film, infatti, analizza anche la questione dei figli d’arte, condannati ad essere sempre ridotti a “figli di”, senza riconoscere loro una personalità indipendente: caso esasperato per Chiara Mastroianni, che vorrebbe essere soltanto Chiara, e invece deve portare il peso di avere due genitori che hanno fatto la storia del cinema, cosa che inevitabilmente influenza la sua carriera, in quanto attrice.

Per sfuggire alla sua crisi personale, Chiara si rifugia nel ricordo del padre, nella sua ricerca, che in certi momenti passa per l’imitazione. Vaga per Parigi e Roma vestita come lui, ricreando le scene più iconiche dei suoi film, dal monologo di “8 ½” al bagno nella fontana di Trevi e la passeggiata sulla spiaggia de “La Dolce Vita”. Se a Parigi questa sua trasformazione viene assecondata dagli amici, a Roma viene messa sotto i riflettori, per diventare becero intrattenimento per gli spettatori dei salotti televisivi, in una evidente critica al trattamento che i media italiani hanno riservato a Mastroianni e famiglia, continuamente perseguitati per un po’ di gossip.

Nel centenario dalla nascita di Marcello Mastroianni, la figlia Chiara e sua madre Catherine Deneuve, compagna dell’attore dal 1970 al 1974, si riuniscono per omaggiare non il divo Mastroianni, ma il papà e compagno Marcello. Si tratta di un film che oscilla tra il documentario, la commedia e il dramma, dove Chiara racconta Marcello, l’uomo dietro il divo, quello che amava il pattinaggio artistico e che chiamava sua figlia polpetta. Il rapporto padre-figlia è fondamentale, ma lo stesso è quello madre-figlia, che diventa particolarmente intenso nel momento in cui Chiara si trasforma in Marcello, e Catherine vede come rinascere il suo amore perduto.

In questo film, tutti interpretano una versione di sé in bilico tra fiction e realtà. Oltre a Chiara e Catherine Deneuve, troviamo Fabrice Luchini che sostiene la trasformazione di Chiara in Marcello diventando il suo migliore amico e Nicole Garcia, regista di un film in cui i due dovrebbero recitare insieme; Benjamin Biolay e Melvil Poupaud sono l’ex marito e l’ex fidanzato di Chiara, persone fondamentali nella sua vita che reagiscono molto diversamente alla sua trasformazione.

Un tema fondamentale nel film è quello del ricordo, e a questo proposito Catherine Deneuve dice una frase molto importante: “Non credere che ci ricorderanno grazie ai film. Ricorderanno i nostri volti, ma non sapranno mai chi siamo”. In queste battute risiede l’essenza di questo progetto: tentare di raccontare chi sono davvero le persone dietro i personaggi, attraverso i rapporti che hanno avuto con gli altri e ciò che hanno lasciato loro.

Il film di Christophe Honoré prende una strada originale perché non è né un biopic né un documentario ma è un racconto intimo, fatto di persone vicine a Mastroianni, che ne sentono quotidianamente la mancanza, e che si sono riunite per ricordarlo non come un amico, un padre, un compagno, dando vita a un racconto privato e famigliare, lontano dai canoni delle celebrazioni istituzionali e per questo molto più commovente.

Alberti Aurora

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