Quando la letteratura cavalleresca incontra il cinema d’autore: come nasce un’opera d’arte capace di riscrivere i canoni di un genere cinematografico
- Regia di: David Lowery
- Anno: 2021
- Durata: 137 minuti
- Cast principale: Dev Patel, Alicia Vikander, Ralph Ineson, Barry Keoghan, Sarita Choudhury
La notte di Natale Re Artù riunisce a corte tutti i suoi cavalieri e suo nipote Gawain (Dev Patel), non ancora cavaliere perché troppo impegnato tra l’osteria e l’amata Essel (Alicia Vikander) per essersi cimentato in un’impresa epica. All’improvviso incombe a palazzo il misterioso Cavaliere Verde, che propone un “gioco”: il più forte dei cavalieri potrà colpirlo e vincerà la sua ascia ma, in cambio, dopo un anno il cavaliere dovrà recarsi alla Cappella Verde per vedersi restituito lo stesso colpo da parte del Cavaliere Verde. Nessuno si fa avanti e così Gawain, pronto a dimostrare il suo valore, sfida il Cavaliere Verde e lo decapita, ma lui subito si rialza e con la sua testa ghignante in mano dà appuntamento a Gawain per il prossimo Natale, per ricevere indietro il colpo che ha inferto. Passato un anno, è giunto il momento per Gawain di compiere la sua impresa: trovare la Cappella Verde e andare incontro al proprio destino.

Se pensate di trovare in questo film la classica storia ambientata in un medioevo fantasy con dame, cavalieri e magiche avventure, meglio dirlo subito: questo film è diverso da qualsiasi cosa abbiate visto fino ad ora. Quello che ha costruito Lowery è un racconto dark fantasy, permeato di atmosfere cupe, magiche e intriganti, con personaggi fantastici e luoghi inquietanti, definiti da una cifra stilistica originalissima per il genere. Il regista ha fatto un lavoro incredibile sul lato visivo del film: ha usato movimenti di macchina particolari per creare significati simbolici, come le panoramiche a 360° per mostrare il passare del tempo che poi si riavvolgono su se stesse per tornare al presente, e una fotografia memorabile, ricca di immagini virate di verde, rosso e giallo per rappresentare, attraverso un uso simbolico dei colori, gli stati d’animo dei personaggi e inquadrature composte come fossero dipinti, che incantano lo spettatore e lo invitano a mettere in pausa il film per esplorarne i dettagli.
Il film è basato sull’omonimo poema del XIV secolo scritto da un anonimo autore, da cui sono già stati tratti due film in passato, e che gode di una certa fama grazie al commento critico che ne ha fatto il professor J. R. R. Tolkien. Il film di David Lowery si prende diverse libertà rispetto al testo originale, inserendo personaggi nuovi (come il bandito interpretato da Barry Keoghan, ottimo come sempre) e modificando alcuni eventi, ma soprattutto spostando il focus della storia dall’onorevole impresa cavalleresca a una riflessione sulla morte e lo scorrere inevitabile del tempo. Perché, come spiega una scena del film, il Cavaliere Verde è una metafora: è del colore del muschio, dell’erba, della natura che ricresce sulle nostre orme, la natura che ricopre tutto e prende possesso di tutto ciò che ci è più caro. Quello di Sir Gawain si prospetta sempre più chiaramente come un appuntamento con la morte stessa: ma sarà codardo e scapperà o l’affronterà con onore, come un vero cavaliere?

Alla sua uscita questo film ha suscitato opinioni contrastanti nel pubblico, tra chi l’ha detestato per il suo ritmo lento e una storia che lascia a tratti confusi e chi l’ha amato per il suo aspetto visivo sorprendente e la sua profonda riflessione sulla vita e la morte. Di certo non bisogna avviarsi alla visione aspettandosi una classica storia di imprese cavalleresche, perché in questo caso è molto più forte la componente riflessiva e metaforica: non si tratta di un mero susseguirsi di incontri e peripezie che infine portano l’eroe a completare la sua missione ma piuttosto di un percorso di crescita dell’eroe, che prende pienamente coscienza di sè, del suo valore e del significato della sua vita. La cosa migliore da fare per godersi questo film è mettere per un po’ da parte la razionalità e lasciarsi trasportare dalle immagini evocative, dagli incontri con personaggi enigmatici e strane creature e dalle atmosfere cupe e affascinanti di questa storia, che vi terrà incollati allo schermo col suo magnetismo.
Alberti Aurora


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