La piscina

In memoria di Alain Delon, uno degli ultimi divi del cinema recentemente scomparso, oggi parliamo di uno dei suoi film più iconici, un cult che ha fatto sperare nel ritorno di fiamma della “coppia più bella del mondo”

  • Regia di: Jacques Deray
  • Anno: 1968
  • Durata: 113 minuti
  • Cast principale: Alain Delon, Romy Schneider, Jane Birkin, Maurice Ronet, Steve Eckhardt

Jean-Paul (Alain Delon) e Marianne (Romy Schneider) sono una coppia che trascorre le vacanze nell’ozio di una villa con piscina a Saint-Tropez. La loro pace viene turbata dalla visita dell’ex di lei, Harry (Maurice Ronet), che si presenta con sua figlia Pénélope (Jane Birkin). L’atteggiamento ambiguo di Harry, le sue continue attenzioni per Marianne, fanno ingelosire Jean-Paul, che nel frattempo ha iniziato, per vendetta, una relazione con Pénélope. La situazione diventa sempre più tesa fra i quattro, fino a un tragico confronto tra i due uomini, che si risolverà in un omicidio.

Alain Delon in una scena del film La Piscina

All’epoca della sua uscita il film è diventato subito un cult grazie alla grande storia d’amore che lo aveva preceduto. I due protagonisti, Alain Delon e Romy Schneider, si erano conosciuti nel 1958 sul set ed erano stati per sei anni “la coppia più bella del mondo”: la loro era stata una storia d’amore burrascosa, molto seguita dal grande pubblico dei rotocalchi, incrinata dai tradimenti di lui e dalla depressione di lei. Anche dopo la fine della storia però l’affetto tra i due era sempre rimasto e così questo era per molti il film della speranza, che avrebbe potuto sancire un ritorno di fiamma tra i due. Il lieto fine tanto sperato non ci fu, ma la possibilità di rivedere insieme sullo schermo Delon e Schneider decretò il successo del film.

Delon e Schneider sono amanti che “fingono” di essere amanti, e nei ruoli di Jean-Paul e Marianne sembrano ripercorrere la loro storia d’amore, iniziata con complicità e passione e finita con tradimenti e sospetti. “Ho la sensazione che non possa fare a meno di me” dice Marianne di Jean-Paul, ma è come se lo dicesse Romy di Alain, il quale nel corso degli anni, dopo la prematura morte dell’attrice, l’ha più volte ricordata con affetto come il suo primo grande amore.

Romy Schneider e Alain Delon in una scena de La Piscina

Nel mezzo di questa storia d’amore il regista inserisce l’elemento del dramma psicologico, che porta la storia sul sentiero del giallo. Il ritmo lento permette di presentare i personaggi e i rapporti tra loro, per poi costruire una tensione crescente fatta di silenzi, sguardi, parole non dette, gesti eloquenti. I rapporti tra i personaggi si fanno sempre più ambigui, fino a esplodere in un climax violento, un omicidio, che ha luogo in quella piscina teatro di tutti i drammi.

Alain Delon interpreta un personaggio che ha riproposto più volte nel corso della sua carriera, l’archetipo del “bello e dannato”: un uomo allo stesso tempo passionale e freddo, cinico e con un passato oscuro, in contrasto con la sua “faccia d’angelo”. Al suo fianco una Romy Schneider che dopo tanta fatica riesce a lasciarsi alle spalle la principessa Sissi per un ruolo più sensuale e drammatico. Ottime anche le interpretazioni di Jane Birkin, all’inizio di una grande carriera tra cinema, musica e passerelle e di Maurice Ronet, nel ruolo di un uomo incapace di amare ma dipendente dall’amore. Insomma, quattro grandi interpretazioni per quattro nomi che hanno lasciato il segno nella storia del cinema.

Gli attori all’apice della loro bellezza, l’iconica villa con piscina, la storia oscura e passionale e l’ambientazione nella calda estate in Costa Azzurra: tutto concorre a rendere questo film un classico imperdibile che si può definire con un solo aggettivo, affascinante.

Alberti Aurora

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