Lisa Frankenstein

Quando l’unica persona che riesce davvero a capirti è un cadavere dell’era vittoriana…Zelda Williams alla regia di un film che, omaggiando i classici, apre anche una nuova strada per le commedie horror

  • Regia di: Zelda Williams
  • Anno: 2024
  • Durata: 125 minuti
  • Cast principale: Kathryn Newton, Cole Sprouse, Liza Soberano, Carla Cugino, Joe Chrest

Lisa (Kathryn Newton) è la classica ragazza solitaria e un po’ stramba del classico liceo americano di provincia, popolato di giocatori di football e cheerleader. Dopo l’assassinio di sua madre, suo padre si è risposato e Lisa vive con lui, la matrigna narcisista Janet (Carla Cugino) e sua figlia Taffy (Liza Soberano), popolare cheerleader che, contro ogni stereotipo, vuole molto bene alla sorellastra. Lisa ama passare il tempo nel cimitero abbandonato della città, ai piedi della tomba di un ragazzo morto nell’era vittoriana. In una notte di tempesta il cadavere del ragazzo viene riportato in vita, grazie al desiderio espresso da Lisa che, come una novella dottoressa Frankenstein, aggiusterà la sua Creatura trovandovi finalmente qualcuno in grado di comprenderla.

Per il suo debutto alla regia Zelda Williams si è affidata alla sceneggiatura di Diablo Cody, già autrice del celeberrimo “Jennifer’s Body“. “Lisa Frankenstein” si pone come un nuovo originale tassello di quell’ampio filone di girl-led horror che vede tra i suoi capisaldi “Schegge di follia” del 1988 e, appunto, “Jennifer’s Body” del 2009. Si tratta di film incentrati su protagoniste femminili forti ed eccentriche, che per svariati motivi hanno derive violente. Se questi film puntano molto sul dramma o l’horror, Lisa Frankenstein invece si rivolge al versante più leggero della dark rom-com, rendendo il film adatto anche a un pubblico più giovane, sempre mantenendo però sfumature horror.

Il film è innovativo soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra i personaggi: non c’è la rivalità tra amiche per un ragazzo, né la classica cheerleader che bullizza la ragazzina stramba; al centro del racconto non c’è l’interesse amoroso, quanto piuttosto il (macabro) percorso di scoperta di sé della protagonista. L’incontro con la Creatura segna per Lisa l’inizio di una trasformazione irreversibile: da ragazzina timida, insicura e introversa a vera e propria omicida senza scrupoli. Lisa, infatti, compie con nonchalance diversi omicidi per vendicarsi di persone che l’hanno maltrattata e allo stesso tempo per recuperare pezzi mancanti per la sua Creatura (un orecchio, una mano…) che va poi ad assemblare con l’elettricità di un lettino abbronzante rotto, in un twist decisamente pop della storia classica.

Il film adotta uno stile camp, ovvero “assurdamente esagerato che spesso fonde elementi di alta cultura con quella popolare“. In questo caso si fondono citazioni al cinema horror classico, con elementi di cultura pop anni ’80, dalla musica, all’abbigliamento neon ma anche rock, alle atmosfere di film dell’epoca. Grande cura è riservata alla camera di Lisa, ricca di dettagli che raccontano la sua personalità e la sua passione per il cinema. Il film presenta alcune trovate visive davvero creative, dai titoli di testa animati che raccontano la vita della Creatura, fino a una sequenza di sogno in cui Lisa si trova come in un film in bianco e nero, con costume e acconciatura che richiamano “La moglie di Frankenstein” e con l’iconica Luna di Méliès che le sorride alla finestra, in un bellissimo omaggio al grande cinema delle origini.

Una storia così assurda richiedeva una recitazione decisamente sopra le righe, che riesce perfettamente a Kathryn Newton, capace di interpretare al meglio la folle trasformazione di Lisa. Cole Sprouse, che interpreta la Creatura, senza dire una parola riesce ad essere davvero espressivo e a rubare la scena in diverse occasioni, grazie ai suoi sguardi da innamorato e alla sua goffaggine. Perfetta anche Liza Soberano nel ruolo della sorella amorevole e protettiva, che nel finale ci riporta su un piano più realistico, ricordandoci con il suo sgomento l’impatto tremendo delle azioni di Lisa, di cui lei non si rende nemmeno più conto, ormai totalmente persa nella sua love story omicida.

In conclusione “Lisa Frankenstein” è un film originale, divertente, spiazzante e creativo, che forse non segnerà la storia del suo genere ma è comunque capace di proporre una nuova via per delle buone commedie horror al femminile. Perfetto da vedere per una serata tra amiche sotto Halloween: quale periodo migliore per chiedersi se l’amore vero non sia già morto e sepolto?

Aurora Alberti

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Commenti

Una risposta a “Lisa Frankenstein”

  1. […] personaggio vedono appunto il mostro in un ruolo secondario: parliamo della commedia teen-horror “Lisa Frankenstein” di Zelda Williams e dell’opera seconda di Maggie Gyllenhall, “La Sposa!”, […]

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