Critica sociale a suon di risate: un attore disoccupato costretto a fingersi donna per lavorare scopre, tra comici equivoci, la prospettiva femminile sul mondo. E diventa un uomo migliore.
- Regia di: Sydney Pollack
- Anno: 1982
- Durata: 146 minuti
- Cast principale: Dustin Hoffman, Jessica Lange, Bill Murray, Teri Garr, Sidney Pollack
Michael Dorsey (Dustin Hoffman) è un ottimo attore di teatro ma, a causa di un perfezionismo interpretativo maniacale, entra spesso in conflitto con registi e produttori che alla fine non lo ingaggiano più. Per mantenersi è costretto a fare il cameriere insieme al coinquilino e aspirante drammaturgo Jeff Slater (Bill Murray). Dopo aver accompagnato l’amica Sandy (Teri Garr) a un provino per un ruolo in una soap per cui lei è stata scartata, stanco degli eterni rifiuti, Michael decide di vestirsi da donna e presentarsi a sua volta all’audizione nei panni della signora Dorothy Michaels. Sarà solo l’inizio di una carriera di successo e di tanti comici equivoci.

“Tootsie” ovvero “cocca, tesorino, bambolina”, è il nomignolo con cui Ron, il regista della soap “Policlinico Southwest“, chiama Dorothy sul set. Ron è il classico maschilista che tratta le donne come oggetti, forte della sua posizione di capo. Perciò si trova in difficoltà con Dorothy, testarda, carismatica e per niente attratta da lui – inaudito! Ron sta con Julie (Jessica Lange), giovane e bellissima attrice della soap che diventa subito amica di Dorothy, ammirata dalla sua capacità di non farsi sottomettere. Dorothy infatti è stata assunta per interpretare la direttrice del policlinico, ovvero l’ennesima tresca romantica per il dottor Van Horn, sciupafemmine protagonista della serie. Michael, disgustato dalla prospettiva, comincia a improvvisare sul set trasformando il personaggio di Dorothy in una donna forte, capace di tener testa al dottore e di rimetterlo in riga. Nel giro di pochi episodi la direttrice diventa uno dei personaggi più amati della soap dalle donne d’America, che vedono in lei un nuovo modello di donna emancipata.
Michael interpreta Dorothy che interpreta la direttrice. Se all’inizio tutto sembra funzionare, ben presto le maschere iniziano a sovrapporsi creando grande scompiglio. Michael ha una goffa relazione con Sandy, cui rifila continuamente dei bidoni perché nel frattempo si è innamorato di Julie, la quale lo conosce come la sua “cara amica” Dorothy. “Tootsie” non sarebbe il cult che è se non fosse per l’incredibile interpretazione di Dustin Hoffman, che grazie a questo film è diventato a sua volta più consapevole del trattamento riservato alle donne sul posto di lavoro. Se all’inizio per Michael la sfida è truccarsi e modificare la voce in modo convincente, presto capisce che le vere sfide sono altre: tenere testa a Ron, non farsi molestare dal dottor Van Horn, aiutare Julie a uscire da una relazione tossica.

Supportato da un’ottima sceneggiatura e da un cast di prim’ordine, tra cui Bill Murray e Jessica Lange, che ha vinto l’Oscar per il suo ruolo, il film raggiunge punte di ineguagliabile comicità, grazie a una capacità avanguardistica di scherzare su temi taboo come sessualità e ruoli di genere senza mai scadere nel banale. La forza delle battute risiede nel loro retrogusto amaro, rivelatore della discriminazione presente nel mondo dello showbiz in un’epoca di maschilismo imperante. Negli anni ’80 il mondo si stava riorientando su valori più conservatori (maschilisti) e questo significava per le donne (soprattutto nello spettacolo) tornare ad essere solo corpi, validi finché belli. Dorothy, in quanto non particolarmente aggraziata riesce, solo dopo molta fatica, a far valere le sue competenze diventando anche un esempio di indipendenza per le colleghe, bellissime ma per questo oggettificate.
A oltre quarant’anni di distanza possiamo confermare lo status di classico per “Tootsie”, un film le cui tematiche sono ancora, purtroppo, attuali. La mancanza di lavoro per gli attori? Solo un anno fa protestavano per non essere sostituiti dall’IA. La misoginia sul posto di lavoro? Non si contano le statistiche e le denunce che ne attestano la persistenza. “Tootsie” è stato uno dei primi film a rappresentare un punto di vista distante da quello maschile dominante attraverso un uomo empatico, capace di mettersi – letteralmente – nei panni di una donna. E non si può non emozionarsi su quella dichiarazione di Michael a Julie: “Sono stato un uomo migliore con te come donna di quanto lo sia stato con le altre donne come uomo. Devo solo riuscire a esserlo senza gonna.” Il femminismo riassunto in una battuta.
Alberti Aurora


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