Il vampirismo contro il razzismo: il nuovo film di Ryan Coogler è un esperimento interessante che mescola horror, musical e riflessioni storiche sulla discriminazione della comunità afroamericana.
- Regia di: Ryan Coogler
- Anno: 2025
- Durata: 138 minuti
- Cast principale: Michael B. Jordan, Hailee Steinfeld, Miles Caton, Wunmi Mosaku, Delroy Lindo
Nel 1932, i gemelli Smoke e Stack (Michael B. Jordan) tornano nel natio Delta del Mississippi dopo aver lavorato per Al Capone a Chicago.
I due comprano una segheria per trasformarla in un juke joint, ovvero un locale per soli neri, dove suonare musica blues e sentirsi liberi, in un’epoca in cui la segregazione razziale e i linciaggi del Ku Klux Klan sono all’ordine del giorno. Per inaugurare il locale i gemelli chiamano loro cugino Sammie (Miles Caton), un vero bluesman, mosso da una passione viscerale per la musica. L’inaugurazione del locale attira tutta la comunità nera del posto e procede alla grande, almeno finché tre bianchi dall’aria sospetta non bussano alla porta…

Partiamo dall’inizio. Il film si intitola “I peccatori” perché la musica blues, spesso caratterizzata da testi su salvezza e dannazione era stata definita dai bianchi “musica del diavolo” e, di conseguenza, chi la suonava dei peccatori. L’idea che la musica fosse una forma di espressione peccaminosa appartiene anche al padre di Sammie che, in quanto pastore del paese, gli chiede di abbandonare la sua passione. Per scrivere il personaggio di Sammie, Ryan Coogler ha avuto diverse ispirazioni. La prima, esplicitata nel prologo, è quella secondo cui in diverse culture, tra cui irlandese e afroamericana, alcune persone sono in grado di infondere tanta emozione nella musica da riuscire ad evocare gli spiriti, o attirare i demoni. La seconda ispirazione è la vicenda di Robert Johnson, uno dei più famosi bluesman della storia, che si diceva avesse venduto l’anima al diavolo per la fama.*
In queste suggestioni si impianta la componente horror del film, che si concretizza sotto forma di vampiri con un inquietante luccichio rosso negli occhi, che arrivano alla segheria attirati dalla musica di Sammie. I vampiri sono guidati dall’irlandese Remmick (Jack O’ Connel), pronto a trasformare Sammie e gli altri per possedere la loro musica. La stessa che attira anche spiriti buoni, di generazioni di afroamericani del passato e del futuro. Quella è senza dubbio la sequenza più bella del film: Coogler, con un lungo piano sequenza, costruisce una scena onirica in cui si mescolano bluesmen degli anni ’30, chitarristi funk anni ’70, cantanti hip hop, membri di tribù africane e tanti altri spiriti. Molti hanno già definito questa scena iconica, e davvero non si può che restare a bocca aperta di fronte alla sua bellezza, accompagnata dalla voce potente di Sammie che canta più forte che mai.

La storia scritta da Ryan Coogler è di genere ma originale, non derivativa da altri media, e già per questo merita un plauso, nell’epoca di remake, reboot e adattamenti. Ma gli aspetti positivi sono anche altri: in primis la colonna sonora firmata da Ludwig Göransson (stesso compositore di Oppenheimer), che assume un ruolo da vera protagonista grazie anche alle splendide canzoni originali cantate da Miles Caton, interprete di Sammie, al suo debutto cinematografico.
L’altra nota positiva sono le interpretazioni. Coogler torna a collaborare con Michael B. Jordan (dopo Creed e Black Panther), qui nel doppio ruolo dei gemelli, contraddistinti da due caratteri opposti evidenziati dai colori dell’abbigliamento: Stack il rosso, focoso, impavido, ma anche impulsivo, Smoke il blu, più calmo, razionale e protettivo. Wunmi Mosaku è Annie, l’unica che si intende di spiritualità e demoni e capisce subito che qualcosa non va. Hailee Steinfeld invece interpreta Mary, unica ragazza bianca del gruppo e fiamma di Stack: la loro relazione è inaccettabile nella società segregazionista in cui vivono. E qui sta l’originalità della storia, il racconto del paradosso: mentre gli umani discriminano tra razze, i vampiri propongono una società egualitaria, dove tutti sono uniti nella musica e nella non-morte. Insomma il vampirismo che sconfigge il razzismo.
In conclusione “I peccatori” è un film intrigante, un mix originale di generi tra lo storico, l’horror e il musical, che guardando all’America del passato riflette anche sull’America di oggi e su quella discriminazione sempre presente, nonostante tutto.
Alberti Aurora
*Fonte: Analisi dei Peccatori! Easter Egg e dettagli che ti sei perso!


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