Lola

L’ucronia più stimolante di sempre torna in un piccolo film molto originale, che sfrutta un punto di vista nuovo per raccontare “cosa sarebbe successo se…?”

  • Regia di: Andrew Legge
  • Anno: 2022
  • Durata: 79 minuti
  • Cast principale: Emma Appleton, Stefanie Martini, Rory Fleck-Byrne

Nella Londra del 1938 le sorelle Thomasina e Martha Hanbury (Emma Appleton e Stefanie Martini) inventano la macchina LOLA, che permette loro di vedere il futuro, intercettando le frequenze delle trasmissioni radiotelevisive. Quando scoprono che sta per scoppiare la Seconda Guerra Mondiale, le sorelle si mettono al servizio del loro paese e collaborano con l’esercito per sventare gli attacchi aerei tedeschi, salvando quante più persone possibile. Tutto va a gonfie vele, finché Thomasina prende una decisione capace di cambiare letteralmente la storia del mondo.

Andrew Legge esordisce al lungometraggio con un film che racconta da un punto di vista alternativo la più classica delle ucronie: e se la Germania avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale? L’originalità del progetto sta nell’impianto da mockumentary, che amalgama perfettamente filmati d’epoca con nuovo girato realizzato come filmino amatoriale dal punto di vista di Martha Hanbury. Nel film, girato a basso budget durante il lockdown, vengono utilizzate pellicole da 16 e 35mm montate su macchine da presa d’epoca per rendere ancora più autentici i filmini girati da Martha.

Le due protagoniste lavorano al loro progetto fin da piccole, Thomasina costruendo e Martha documentando il tutto, fino ad ottenere un prototipo funzionante. LOLA permette loro di vedere fino a 30 anni nel futuro, dai discorsi di Kennedy alle esibizioni di David Bowie e Bob Dylan, che influenzano la cultura e i gusti musicali delle sorelle. Scoprendo l’imminente scoppio della guerra, le donne decidono di usare la macchina per segnalare ai civili dove avverranno i bombardamenti, salvando così migliaia di vite. Quest’attività attira l’attenzione dell’esercito, in particolare del Tenente Sebastian (Rory Fleck-Byrne), che inizierà a collaborare con le sorelle per cambiare completamente le sorti della guerra, ma non nel senso sperato.

Le due protagoniste e il loro rapporto sono la forza del film: entrambe geniali a modo loro, affascinate dal futuro e dal progresso ma con idee molto diverse su come raggiungerlo. Grazie alla scelta di girare tutto in soggettiva, il racconto intimo e famigliare resta centrale in una storia che avrebbe facilmente rischiato di cadere in cliché banali e già visti. Da un certo punto in poi il film pone una grande questione morale: il fine giustifica i mezzi? Lo stesso quesito poneva un altro bel film sullo stesso periodo: “The Imitation Game“, dedicato ad Alan Turing, l’uomo che decrittò la macchina ENIGMA usata dai nazisti per criptare le loro comunicazioni segrete. Per non far capire ai nemici che li avevano scoperti, Turing doveva decidere quali attacchi sventare e quali no, decretando così il destino di migliaia di persone. Anche Thomasina si scontra con la questione, quando per distruggere la flotta sottomarina nazista deve decidere se sacrificare o meno un transatlantico civile: proprio su questo punto si consumerà lo scontro tra le due sorelle, che porterà loro su strade molto diverse.

Il film è interessante anche per l’uso geniale del found footage, ovvero dei filmati d’archivio. Con il mutare degli eventi storici, causato dell’intervento di Thomasina, vengono aggiunti dei piccoli dettagli ai filmati d’epoca che sono anche combinati in modo tale da non riuscire a volte a capire se siano reali o meno. Ma il cambiamento non si limita alle immagini, si allarga anche alla musica: la cultura e la società si trasformano radicalmente e così le forme di espressione artistiche. Improvvisamente Martha non vede più l’amato David Bowie nel futuro, ma un rappresentante della disco music nazista. Melodie che conosciamo bene ci arrivano con testi diversi, composti di parole d’odio e propaganda nazista, adattati al contesto buio e oppressivo che si sarebbe venuto a creare se l’ucronia si fosse avverata.

In conclusione “LOLA” è una boccata d’aria fresca nel grande filone della fantascienza, che per una volta abbandona grandi narrazioni ed effetti speciali per ricordarci che la Storia è fatta dalle persone, da ideali e illusioni, e da piccole decisioni capaci di cambiare il mondo.

Alberti Aurora

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