Lo chiamavano Trinità…

“You may think he’s a sleepy tired guy/
Always takes his time/
Sure I know you’ll be changing your mind/
When you’ve seen him use a gun, boy/
When you’ve seen him use a gun
“

  • Regia di: E. B. Clucher
  • Anno: 1970
  • Durata: 115 minuti
  • Cast principale: Terence Hill, Bud Spencer, Farley Granger

Trinità (Terence Hill), conosciuto come “la mano destra del Diavolo” per la sua agilità con la pistola, arriva in una piccola cittadina dove si trova faccia a faccia con suo fratello Bambino (Bud Spencer), ladro di cavalli che ricopre temporaneamente il ruolo di sceriffo. Nonostante un’iniziale scontro tra i due, Bambino chiede a Trinità di aiutarlo a fronteggiare lo spietato Maggiore Harriman (Farley Granger), deciso a scacciare la comunità dei mormoni che si sta insediando nella prateria per far spazio ai suoi cavalli. Predicatori della non violenza, i mormoni si troveranno costretti a usarla, sapientemente istruiti da Trinità e Bambino, per difendersi dai soprusi dei messicani e del Maggiore.

Negli stessi anni ’60 in cui Sergio Leone firmava la trilogia del dollaro, definendo gli archetipi del genere “spaghetti western”, si andavano sviluppando mille sottogeneri, dal gotico al thriller alla commedia. Proprio quest’ultimo è stato quello di maggior successo popolare, grazie alla memorabile accoppiata Bud Spencer e Terence Hill.
“Lo chiamavano Trinità…” è stato il loro quarto film di coppia, ma il primo a riconoscere in loro i nuovi volti della commedia italiana, premiandoli con un successo commerciale che sarebbe durato un decennio.

Trinità e Bambino sono ormai due icone nazionalpopolari, riconosciute e amate da tutti. Ma qual è stata la formula magica che ha decretato questo successo travolgente? Sicuramente la capacità di rinnovare ancora una volta un genere che sembrava aver già raggiunto il suo apice, trasformandolo dall’interno. Basta vedere i primi cinque minuti di film per comprendere questo cambiamento. Il nostro protagonista non è il classico eroe senza macchia e senza paura ma un vero straccione, sporco dalla testa ai piedi, che si fa trascinare su una lettiga dal suo cavallo e non vuole far altro che mangiare fagioli. Eppure gli basta pronunciare il suo nome, Trinità, e tutti tremano nel riconoscere una leggenda del West. Per quanto sia bravo con la pistola, il nostro eroe se la cava molto bene anche coi pugni, arma prediletta di suo fratello Bambino. Le scazzottate di Bud Spencer e Terence Hill contro orde di nemici sono diventate un marchio di fabbrica della loro cinematografia, così come gli esagerati effetti sonori che sempre le accompagnano.

Una trama semplice ma ben orchestrata, due protagonisti estremamente carismatici, un cattivo cinico ed elegante, botte da orbi e belle fanciulle. A questi elementi se ne aggiunge un altro altrettanto importante per il successo del film, la colonna sonora. Il tema Trinity, composto da Franco Micalizzi e accompagnato dal fischio di Alessandro Alessandroni, fischiatore per le immortali colonne sonore di Morricone, origina un tema memorabile che ritorna con vari arrangiamenti nei punti salienti del film. L’incredibile successo della colonna sonora ha spinto Quentin Tarantino a inserirla nel finale del suo Django Unchained (omaggio a un altro film nostrano, “Django” del 1966 di Sergio Corbucci, a ricordare l’impatto globale del nostro cinema).

Quello che oggi consideriamo un cult è il risultato di un vero azzardo produttivo, rifiutato da volti noti del western dell’epoca proprio per il suo carattere sovversivo. È un’opera a metà strada tra il western tradizionale e la parodia più caricaturale, un’infusione di sana ironia in un genere altrimenti serioso e ormai inflazionato, bisognoso di rinnovamento. Qui Bud Spencer e Terence Hill hanno codificato tutte quelle caratteristiche che avrebbero ripreso nei loro film successivi: i bisticci infiniti tipici del buddy movie, la strenua difesa dei più deboli, il fascino che Hill esercita sulle donne e le immancabili scazzottate due contro cento. Il film ha dato origine all’amato sequel “…continuavano a chiamarlo Trinità” (1971) e ora, cinquantacinque anni dopo l’uscita, è in lavorazione il terzo film della serie, “Trinità, la suora e la pistola“, diretto da Terence Hill in persona, che indosserà per l’ultima volta i panni de “la mano destra del Diavolo” in un sentito omaggio a un cult che ha segnato profondamente la nostra cultura pop.

Alberti Aurora

Categoria: ,

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *