The Last Showgirl

Pamela Anderson è la protagonista di un film malinconico che riflette su uno showbiz discriminante, che adora le sue stelle solo fintanto che non superano una fatidica “certa età”.

  • Regia di: Gia Coppola
  • Anno: 2024
  • Durata: 85 minuti
  • Cast: Pamela Anderson, Jamie Lee Curtis, Dave Bautista, Kiernan Shipka, Brenda Song, Billie Lourd

La vita di Shelley (Pamela Anderson) subisce una svolta improvvisa quando lo spettacolo di burlesque in cui ballava da trent’anni, “The Razzle Dazzle”, si trova a chiudere. Costretta a rimettersi in gioco dopo molto tempo, Shelley si confronta con le giovani colleghe Jodie (Kiernan Shipka) e Marianne (Brenda Song), che la vedono come una figura materna, scoprendo con rammarico il suo genere di spettacolo non attrae più, surclassato da performance più provocanti. Con il sostegno della migliore amica Annette (Jamie Lee Curtis), Shelley decide di affrontare nuove sfide e di tentare di riallacciare i rapporti con la figlia Hannah (Billie Lourd).

Gia Coppola sceglie Pamela Anderson come protagonista del suo nuovo film sul mondo dello showbiz. Scelta non casuale, anzi carica di sottotesto, grazie al vissuto personale che la figura della Anderson porta con sé. Girato in pellicola 16 mm con una regia che predilige primi piani e riprese con camera a mano, l’impressione è quella di trovarsi in una sorta di malinconico video-diario della vita di Shelley, dove tra paillettes e costumi scintillanti si snoda il dramma di una donna di mezza età che lotta per sentirsi ancora bella e importante, quando il mondo le dice il contrario.

Il film si snoda su due temi importanti: l’amore incompreso da tutti di Shelley per il suo lavoro e l’inconciliabilità di questo con la maternità.
Il primo tema è evidente nel contrasto con le colleghe più giovani, che non riescono a cogliere la visione romantica e storica del burlesque che Shelley difende con passione. Al tempo stesso, sua figlia non le ha mai perdonato la scelta di non rinunciare a quella carriera dopo la sua nascita. Il film mette in discussione la dialettica per cui una volta diventata madre una donna dovrebbe rinunciare alle sue passioni per dedicarsi unicamente alla famiglia. Lavorando nel burlesque, per Shelley questa pressione è radicale e insostenibile: essere madre e showgirl semplicemente non è accettabile.

Oltre a Dave Bautista nel ruolo di Eddie, vecchia fiamma di Shelley, il film riunisce un cast tutto al femminile di grandi nomi. A cominciare da Pamela Anderson stessa, che con questo ruolo avvia una nuova fase della sua carriera, coronata da una candidatura al Golden Globe come migliore attrice. Si tratta del primo serio riconoscimento per un’attrice sempre considerata come sex symbol e per questo mai presa sul serio. Al suo fianco, una Jamie Lee Curtis volutamente imbruttita e invecchiata, ma indifferente a qualsiasi giudizio, che fa da contrappunto e supporto emotivo per Shelley. Insieme interpretano donne sedotte e abbandonate dallo showbiz, che le vuole solo fintanto che sono canonicamente giovani e belle. Eppure, come rivendica Shelley nella scena più toccante del film, lei ha 57 ma è ancora bellissima e sa di avere ancora tanto da dare a quel mondo che invece ora la rifiuta.

Il film si distingue per un racconto senza filtri delle costanti pressioni sociali cui sono sottoposte le donne, qualsiasi siano le loro scelte di vita. Se inseguono i propri sogni vengono criticate per non essersi dedicate alla famiglia; ma se mettono da parte il lavoro, sono percepite come meno realizzate. E poi i giudizi sull’aspetto fisico, l’età, le capacità, in una continua valutazione in cui la regola è non sentirsi mai abbastanza. Il mondo dello showbiz non fa altro che esasperare queste pressioni fin dalla giovane età.
Lo vediamo con Jodie, rifiutata dalla famiglia per la sua scelta di carriera o Marianne, sempre scartata ai provini per le poche curve.

Inevitabile un collegamento a “The Substance” di Coralie Fargeat, che non a caso scelse Demi Moore come protagonista: altra donna adorata e poi rifiutata dallo showbiz al primo capello grigio. Anche in quel caso, il vissuto dell’attrice aggiungeva un ulteriore livello di riflessione al racconto, proprio come succede qui con Pamela Anderson. “The Last Showgirl” e “The Substance” rappresentano, dunque, un nuovo inizio e una potente rivendicazione da parte delle protagoniste, un monito al mondo dello spettacolo a non dimenticarsi delle stelle che hanno illuminato il suo cielo.

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