“La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare”. Baz Luhrmann fa capolino nella Parigi fin de siècle per mettere in scena una personale “Traviata” estrosa e pop.
- Regia di: Baz Luhrmann
- Anno: 2001
- Durata: 128 minuti
- Cast principale: Nicole Kidman, Ewan McGregor, John Leguizamo, Richard Roxburgh, Jim Broadbent
Parigi, 1899. Christian (Ewan McGregor) è un aspirante scrittore e grande sognatore che arriva a Pigalle per fare la vita dell’artista bohemien. Ben presto entra nella compagnia teatrale di Toulouse-Lautrec (John Leguizamo), come autore del loro spettacolo di ispirazione bohemienne, “Spectacular Spectacular”. Protagonista è la bellissima Satine (Nicole Kidman), star del Moulin Rouge che sogna di diventare una grande attrice, di cui Christian si innamora perdutamente.

Premiato con 3 Golden Globes e 2 Oscar per costumi e scenografie, “Moulin Rouge!” ha segnato il rilancio in grande stile del genere musical all’inizio del nuovo millennio. Il soggetto, ispirato a “La signora delle camelie” di Dumas, prende vita in un musical atipico dove i brani cantati non sono originali, ma rivisitazioni e mashup di grandi hit della storia della musica. Capita così che al Moulin Rouge si balli il can can sulle note di “Smells Like Teen Spirit” e che i protagonisti si dichiarino il loro grande amore affidandosi ai versi di “Your Song”. La commistione di questi mondi inconciliabili, che si ripete anche nella danza, con coreografie che spaziano dal can can, al tango argentino, alle danze indiane, è una caratteristica tipica del cinema di Baz Luhrmann, da sempre interessato alla ricerca di estro ed esagerazione visiva.
L’altro elemento distintivo del film è, appunto, il suo carattere surreale che domina la prima parte del racconto. Il regista infonde il suo stile visionario e pop nella Parigi fin de siècle, creando ambientazioni eccentriche e ricche di dettagli definiti con cura, come l’elefante in cui vive Satine, dove l’azione si svolge a un ritmo febbrile, al grido di Libertà, Bellezza, Verità, Amore, le parole d’ordine degli artisti bohemien.

A una prima parte tanto imprevedibile quanto affascinante, tenuta insieme da una certa ironia e gusto per l’assurdo, segue una brusca virata narrativa. I grandi sentimenti romantici e il sogno dell’amore come potenza che muove il mondo iniziano a sgretolarsi in una deriva melodrammatica che riavvicina il film alla sua origine letteraria. Il Duca di Monroth (Richard Roxburgh), finanziatore dello spettacolo, fa un accordo con l’impresario Zidler (Jim Broadbent): pagherà lo spettacolo soltanto se potrà avere “l’esclusiva” su Satine, la quale nasconde a tutti di essere gravemente malata. L’étoile del Moulin Rouge diventa merce di scambio, sacrificandosi nel ruolo della cortigiana per permettere la riuscita dello spettacolo, mentre la gelosia di Christian cresce sempre più.
A reggere il peso emotivo di questa dolorosa parabola, è il grande talento dei protagonisti. Se c’è un’immagine che rimane impressa del film è senza dubbio l’entrata in scena di Satine, che scende con grazia sulla folla di galantuomini del Moulin Rouge vestita di un brillante corsetto cantando “Diamonds are a girl’s best friend”: una scena che immortala perfettamente l’aura divistica di Nicole Kidman, in questo film di una bellezza disarmante. La sua interpretazione, capace di muoversi fluidamente tra la farsa e la tragedia, all’epoca le è valsa un Golden Globe e oggi resta uno degli aspetti più apprezzabili del film. Accanto a lei Ewan McGregor, con la sua contagiosa energia e la sua aria vulnerabile, incarna l’essenza stessa dell’idealismo romantico. La chimica tra i due è palpabile ed è ciò che impedisce al film di perdersi nel vortice del suo stesso caos visivo.
Adottando soluzioni registiche iperboliche ma perfettamente in linea con il tono kitsch e barocco del film, tra rimandi all’arte del passato e riferimenti a culture extraeuropee, “Moulin Rouge!” rimane una delle forme più amate del cinema di Baz Luhrmann. Un caleidoscopio di eccessi sonori e visivi che, dietro lo sfarzo, nasconde una struggente e indimenticabile storia d’amore.
Alberti Aurora


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