Una ricerca di dialogo nel luogo che lo esclude per principio, il carcere. Una guardia e un criminale si confrontano su cosa significa vivere in carcere, da un lato o l’altro delle sbarre, ma sempre dentro.
- Regia di: Leonardo di Costanzo
- Anno: 2021
- Durata: 118 minuti
- Cast principale: Toni Servillo, Silvio Orlando, Pietro Giuliano
Il carcere di Mortara, ottocentesco e ormai in degrado, sta per essere chiuso. I detenuti sono stati quasi tutti trasferiti ma 12 di loro devono restare, per problemi temporanei nel carcere che doveva accoglierli. Alcuni agenti, capitanati dall’ispettore Gaetano Gargiulo (Toni Servillo) dovranno rimanere a guardia dei detenuti, di cui si fa portavoce il più anziano e rispettato, Carmine Lagioia (Silvio Orlando). Soppresse tutte le attività e chiuse tutte le sezioni del carcere tranne la rotonda centrale, secondini e prigionieri si troveranno più vicini che mai. I due “capi” soprattutto saranno protagonisti di un confronto che farà emergere le loro similitudini oltre i ruoli che ricoprono.

Leonardo di Costanzo, con all’attivo un passato da documentarista e due lungometraggi sulla prigionia, con “Ariaferma” del 2021 dà vita a una storia che si discosta da tutta la più classica filmografia carceraria, andando oltre i cliché hollywoodiani. L’originalità del film sta proprio in questo aspetto: costruito con un ritmo lento, che crea aspettativa, che fa presagire qualcosa di grosso, ma dove alla fine non succede mai niente di quel che si potrebbe pensare. Un prison movie che ripensa il genere, spostando il focus sui rapporti umani e sulle emozioni di carcerieri e carcerati, ugualmente abbandonati dietro le sbarre, come fa notare Lagioia a Gargiulo.
Al centro del racconto proprio l’evoluzione del rapporto tra i due, fondato su diffidenza e disprezzo in particolare da parte di Gargiulo, profondamente convinto, sul piano morale, della sua diversità assoluta rispetto al carcerato. A mano a mano che i giorni passano e i carcerati si innervosiscono, creando le condizioni per una rivolta, Lagioia si pone come mediatore tra i due gruppi, offrendosi di cucinare per smorzare le proteste per il cattivo cibo. Gargiulo, contro il dissenso di tutte le altre guardie, acconsente a riaprire la cucina e a sorvegliare Lagioia. Proprio durante quei momenti la sua assoluta certezza di superiorità inizia a cedere. Tra i due resta una tensione costante, un’atmosfera tesa che potrebbe precipitare in qualsiasi momento: quando Lagioia ha in mano i coltellacci da cucina si fa presto a pensare al peggio.

Premiato con il David di Donatello al miglior attore nel 2022, Silvio Orlando interpreta la parte del criminale Carmine Lagioia senza sforzo, rendendo la sua sola presenza motivo di tensione. Interessanti anche il suo ruolo di mediatore e la visione del carcere, che si riflettono nei dialoghi conflittuali con l’avversario di cui vuole conquistare la fiducia. Toni Servillo a sua volta nasconde dietro occhi freddi e atteggiamento rigido l’interesse di Gargiulo per i detenuti, come dimostra il suo rapporto con Frattaccini (Pietro Giuliano), il più giovane e smarrito del gruppo, che Gaetano cerca sempre di proteggere, anche da sé stesso.
Concorrono alla creazione di una costante sensazione di suspense l’ottima colonna sonora, che mixando brani jazz e lugubri rumori metallici crea un’atmosfera da vero thriller, ma anche le scenografie con scorci del carcere che crolla a pezzi e la fotografia dai colori freddi e desaturati, sinonimo dell’oppressione vissuta da tutti i personaggi.
Premiato sempre ai David 2022 per la miglior sceneggiatura originale, “Ariaferma” è la ricerca di una possibilità di comprensione anche quando questa sembra impossibile. Uscito poco tempo dopo lo scandalo delle torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, nelle intenzioni del regista il film mette in luce come tutte le persone, siano detenuti o agenti, possono essere cattive, ma più si avvicina lo sguardo e più se ne coglie il lato umano. Questo è ciò che spaventa, provare empatia per “la parte sbagliata”, perché poi è difficile tornare indietro. *
Alberti Aurora
*Fonte: “Ariaferma”: una chiacchierata con il regista Leonardo di Costanzo


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